Dragoni in mare: casa d'elenco sbalorditiva, ma i fan sono furiosi
Il finale di stagione 2 di House of the Dragon ha lasciato un sapore amaro: un’attesa prolungata e una conclusione che ha deluso ampiamente i fan. Un vero e proprio fallimento, giudicato da una maggioranza schiacciante.
Un’epopea in bilico, tra risorse limitate e tempistiche ristrette
La produzione ha immediatamente cercato di giustificare l’esito con le solite scuse: mancanza di risorse, vincoli di tempo e budget, gli innumerevoli ostacoli che frenano la libertà creativa. Un classico copione, ma che non riesce a nascondere la fragilità di un’operazione che sembrava destinata a consacrare HBO come potenza del genere fantasy.
Tuttavia, un barlume di speranza emerge dall’episodio pilota della stagione 3: una svolta inaspettata, un’esplosione di azione che promette di riscattare la delusione precedente. Condal, con una certa audacia, definisce l’episodio come “l’episodio di TV più folle di sempre”, un’affermazione che, a detta di molti, risuona come il finale stagionale di House of the Dragon che i fan avrebbero meritato due anni fa.

I dettagli del combattimento navale
La battaglia del Golgota, che apre la stagione 3, si preannuncia come un evento epocale: un confronto navale su larga scala, che vede contrapposti i flotta di Rhaenyra e di Daemon, arricchito dalla presenza di draghi in volo. Un vero e proprio ritorno alle origini, con un’attenzione rinnovata alle battaglie campali e alla tattica navale, dopo un’estate dominata da sequenze aeree che, diciamocelo, non hanno certo entusiasmato.

Nuovi volti e vecchi schemi
Tra i nuovi arrivati, spicca Ormund Hightower, interpretato da James Norton, un personaggio introspettivo e raffinato, una nota di colore in un cast già ricco e variegato. La prima parte dell’episodio si concentra sullo sbrogliare i nodi della stagione precedente, ripercorrendo l’esilio di Aegon II, le manovre di Criston Cole, le macchinazioni di Alicent e la morte di Lucerys. Un labirinto di alleanze e tradimenti, che richiede un notevole sforzo cognitivo da parte dello spettatore.
Il prezzo della battaglia
La morte di Jace, tragicamente dipinta, è un esempio emblematico del modus operandi di House of the Dragon: un’inaspettata e brutale eliminazione, che sottolinea la fragilità della vita in un mondo dominato dalla guerra e dalla sete di potere. Un colpo durissimo, che non lascia spazio a repliche. Collett ha dichiarato che la morte del personaggio è stata, a suo dire, imminente, pur non prevedendo la sua caduta così prematura. Steve Toussaint ha rifiutato di leggere la sceneggiatura, riconoscendo la sua crudeltà e la sua inevitabilità.
Un finale che sorprende
Nonostante le critiche, la battaglia del Golgota si rivela un’esperienza coinvolgente e visivamente spettacolare. Un’azione frenetica, con draghi che volano e distruggono, navi che si scontrano e marinai che combattono a mani nude. E, soprattutto, un finale che spezza gli schemi, con un colpo di scena inaspettato che riaccende la speranza per il futuro della serie. Un ritorno alle armi, decisamente inaspettato, che potrebbe ripagare l’attesa dei fan.
