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De sarno, dal lusso all'artigianato: un cambio di passo inaspettato

Dopo un’esperienza controversa a Gucci, Sabato De Sarno ha scelto un percorso inatteso: l’arte e il design, lontano dai riflettori della passerella. Un’evoluzione che, come ha rivelato a Vita Semplice, è scaturita da una ritrovata libertà e dal desiderio di dedicarsi a progetti che lo appassionano davvero.

Un’uscita dal limbo, non un vuoto

L’ex direttore creativo di Gucci ha descritto il suo periodo successivo come un ‘riassestamento’, un’opportunità per riconquistare il tempo perduto e immergersi in un ventaglio di attività diverse. Un ‘relief’ inaspettato, come ha sottolineato, dopo quasi 23 anni dedicati interamente al lavoro. Un’esperienza che ha permesso di esplorare nuovi territori e di sviluppare una connessione più profonda con le passioni sopite.

Progetti fuori dai circuiti abituali

Progetti fuori dai circuiti abituali

La sua attività si è concretizzata in collaborazioni sorprendenti: dalla presentazione del film Il Capitone di Camilla Salvatore per l’associazione Orgoglio Porta Venezia, alla realizzazione di un libro fotografico su Napoli, un’ode alla città partenopea che va oltre i cliché. Un’attenzione particolare è stata riservata all’artigianato e al processo creativo, come dimostra il progetto ‘Insieme’ per il Salone del Mobile.

‘Insieme’: un manifesto di saper fare

‘Insieme’: un manifesto di saper fare

L’esposizione del Salone del Mobile, in collaborazione con Vanity Fair, è un omaggio alla conoscenza e alla bellezza che si celano dietro i manufatti. Un’iniziativa che vede i volti di 79 artigiani italiani protagonisti di un’opera d’arte pubblica, installata sulla facciata della Piscina Cozzi. Un gesto che celebra la maestria e la dedizione, valori che De Sarno considera fondamentali, temendo la perdita di un’identità nel mondo della moda contemporanea.

La critica alla ‘ready-to-wear’ in crisi

L’ex direttore di Gucci ha espresso forti riserve riguardo all’attuale stato della ‘ready-to-wear’, definendola ‘morta’. Un giudizio motivato da prezzi eccessivi e dalla tendenza a ridurre la produzione di capi di qualità a un mero esercizio di marketing. Un’analisi che riflette la sua visione di un settore che ha perso il contatto con le sue radici, privilegiando la velocità e l’immagine rispetto alla sostanza e alla cura dei dettagli. Un’opinione che, lungi dall’essere un’affermazione politica, è il frutto di una profonda esperienza e di una sensibilità artistica.

Tra critiche e nuove visioni

Nonostante le recensioni negative sui social media, De Sarno ha dichiarato di non aver mai sentito un ‘vuoto’ dopo la sua partenza da Gucci. Un’affermazione che testimonia la sua resilienza e la sua determinazione a perseguire le proprie passioni. Un approccio che, come ha sottolineato, richiede coraggio, apertura mentale e la capacità di distinguere tra il feedback costruttivo e il semplice ‘rumore’ di fondo.

Un futuro fatto di ‘people’

Il futuro, per De Sarno, è legato alla ricerca di collaborazioni autentiche e significative. Un’attenzione particolare è rivolta al lavoro di squadra, alla valorizzazione degli artigiani e alla creazione di progetti che siano più di semplici prodotti, ma veri e propri ‘spazi’ di racconto. Un’aspirazione che lo spinge a superare l’immagine di un semplice ‘curatore’, trasformandosi in un vero e proprio ‘artigiano’ della comunicazione e della visione.