Etichettatura abusiva: il 40% dei capi d'abbigliamento in ue è falso
Un’indagine europea svela un allarmante sistema di menzogne: il 40% dei prodotti tessili testati non rispetta le etichette, nascondendo la vera composizione dei materiali.
Una crisi di trasparenza nel fashion system
La Commissione Europea ha svelato una diffusa pratica di etichettatura inesatta, alimentata da filiere complesse e dalla mancanza di controlli rigorosi. I risultati, frutto di un’operazione di mercato di ampio respiro, evidenziano un problema sistemico che mette a rischio i consumatori e l’ambiente.
La maggior parte dei fallimenti riguarda i tessuti misti, soprattutto quelli che combinano fibre naturali e sintetiche. Un 64% dei campioni testati ha presentato incongruenze, con etichette che dichiaravano un contenuto del 100% naturale quando in realtà contenevano percentuali significative di materiali sintetici.

Dagli store online ai negozi fisici: il problema si amplifica
L’indagine ha inoltre rivelato che la situazione è ancora più critica negli acquisti online, dove il 46% dei campioni non rispetta le etichette, rispetto al 36% dei prodotti acquistati in negozio fisico. Questo suggerisce una maggiore disattenzione da parte dei venditori online nella verifica della conformità dei prodotti.

Soluzioni e consigli per i consumatori
La Commissione Europea raccomanda ai consumatori di essere particolarmente attenti ai prezzi troppo bassi o a offerte che sembrano troppo vantaggiose per essere vere. È fondamentale verificare l’origine e la composizione dei prodotti, prestando attenzione alle etichette e optando per marchi che garantiscono la trasparenza della filiera.
Le tecnologie per una maggiore tracciabilità
Diverse aziende stanno investendo in nuove soluzioni di tracciabilità, come i sistemi di ‘chain-of-custody’ sviluppati da Textile Exchange e da aziende come TextileGenesis e Oritain. Questi sistemi utilizzano tecnologie avanzate, come il DNA e le analisi chimiche, per verificare l’autenticità dei materiali e garantire la sostenibilità della filiera produttiva. L’introduzione dei Digital Product Passport (DPP) sarà un passo fondamentale per fornire ai consumatori informazioni dettagliate e verificate sull’origine e la composizione dei prodotti.
Un passo verso un fashion system più responsabile
La battaglia per la trasparenza nel settore della Moda è in corso. Le autorità di vigilanza stanno intensificando i controlli e i produttori sono chiamati a investire in tecnologie e processi che garantiscano la correttezza delle etichette. Come sottolinea Patrick McDowell, designer londinese all'avanguardia,
